MAURIZIO BRAGAGNI NOMINATO FREEMAN DI LONDRA

L’imprenditore toscano Maurizio Bragagni, originario di Pieve Santo Stefano, nella provincia aretina, è stato nominato Freeman of the City of London, una riconoscenza che dal 1237 testimonia il legame tra l’insignito e la capitale del Regno Unito. Uno dei più antichi e prestigiosi riconoscimenti che viene conferito a personaggi particolarmente meritevoli.

Bragagni, 43 anni, già console onorario della Repubblica di San Marino a Londra, è il ceo della multinazionale italiana Tratos, leader nel settore dei cavi ad alta tecnologia. Ora, tra i suoi riconoscimenti, il manager può vantare la preziosa pergamena che un tempo comprendeva privilegi di carattere pratico, diritti e immunità per il portatore della Freeman.

Maurizio Bragagni – Director of the year 2019 (Innovation)

Tra coloro che l’hanno ricevuta spiccano nomi di personaggi storici come Winston Churchill e il Duca di Wellington, o quelli della società contemporanea come Nelson Mandela, Margaret Thatcher e Bill Gates. Tra i Freemen italiani ci sono Giuseppe Garibaldi e Luciano Pavarotti. Oltre a Bragagni.

Freedom of the city of London

Alla cerimonia, che si è tenuta sul web a causa dell’emergenza legata al Covid, hanno partecipato diversi parlamentari britannici, gli ambasciatori d’Italia, di San Marino e di Albania nel Regno Unito, il presidente della Commissione parlamentare per l’innovazione della Camera dei Comuni, Greg Clark, e diversi esponenti della comunità finanziaria e accademica di Londra.

Tra le motivazioni della nomina dell’imprenditore toscano c’è «l’impegno imprenditoriale che arricchisce lo scambio tra Italia e Regno Unito». Un concetto ribadito dall’ambasciatore italiano a Londra, Raffaele Trombetta, secondo il quale Bragagni «è un esempio concreto dell’amicizia e della cooperazione tra i due paesi».

Maurizio Bragagni presso l’ambasciata d’Italia a Londra

Il legame tra Bragagni e il Regno Unito è forte. E riconosciuto. Oltre alla nomina di Freeman, il gruppo Tratos, nell’aprile del 2019, era stata la prima azienda italiana a ottenere il massimo riconoscimento per l’innovazione tecnologica conferito dalla Regina d’Inghilterra: il Queen’s award for innovation.

La società di Bragagni era stata selezionata da Buckingham Palace tra decine di realtà aziendali per la produzione del cavo speciale ad altissima tecnologia progettato per il mercato dell’oil and gas. «Questo riconoscimento», aveva spiegato il manager di Arezzo, «riveste un grande valore per noi e per il sistema-paese dell’Italia e del Regno Unito, le realtà in cui siamo orgogliosi di vivere, lavorare e produrre».

Un impegno premiato anche dalla Municipalità di Liverpool, città in cui Tratos ha uno stabilimento, e dall’ambasciatore britannico a Roma, Jill Morris, che ha attribuito a Tratos il Lloyds award 2017 per aver creato il cavo di fusion 4 energy, un superconduttore progettato dalla società italiana che serve a riprodurre le condizioni per il processo di fusione che avviene nel sole. Una serie di riconoscimenti che hanno portato Bragagni all’onorificenza più antica del Regno Unito.

Maurizio Bragagni

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