LA RIBELLIONE PARLAMENTARE POTREBBE ANNULLARE LE RESTRIZIONI

Johnson, sotto pressione, ha scritto a tutti i Parlamentari, assicurando la fine del sistema dei 3 allarmi per il 3 febbraio.

Il Governo è tra l’incudine e il martello, per l’emergenza Covid. Da una parte il comitato scientifico, che vuole mantenere il lockdown, dall’altra la ribellione dei parlamentari conservatori, Theresa May e Graham Brady in testa, che vogliono allentare le misure.

È probabile che serviranno i voti laburisti, domani, per far passare il piano Johnson per Natale.
I parlamentari ribelli iniziano ad essere inquieti per la situazione economica, e se dovesse passare il no, il Governo sarebbe costretto a togliere tutte le misure.
La richiesta di evidenze scientifiche si fa sempre più insistente, soprattutto dopo che il Governo aveva esagerato i numeri per ottenere i voti di approvazione per il secondo lockdown.

La ribellione monta, e per il voto di domani potrebbe contare su 70 conservatori, infuriati perché il 99% degli inglesi è sotto restrizioni.

Venerdì scorso, il segretario Jenrick aveva avanzato l’ipotesi di un rilassamento delle misure per tutte le aree, con l’entrata al livello inferiore assegnato giovedì dal ministro della Salute, Hancock.

L’attribuzione delle aree dovrebbe essere rivista il 16 dicembre, ma il comitato scientifico considera prematura quella data.
Jenrick ha comunque assicurato che le aree saranno riviste ogni due settimane.

Il Segretario del Cabinett Office, Michael Gove, ha provato ad avvertire i parlamentari ribelli: “Se allentiamo le misure” – aveva avvertito sabato il segretario – “rischiamo il sovraccarico degli ospedali”.
Ma le parole di Gove non solo non hanno spaventato i Conservatori ribelli, ma al contrario li ha resi furiosi, proprio per il tema scelto da Gove, il “sovraccarico degli ospedali”.

Il sottosegretario alla Salute Nadine Dorries ha infatti rivelato che solo due, degli ospedali provvisori costruiti dal Governo, sono in funzione e praticamente vuoti, per mancanza di staff.

La risposta dei Tories ribelli non si è fatta attendere: “Gove non può dire che rischiamo il collasso degli ospedali e ammettere contemporaneamente che non utilizziamo gli ospedali per mancanza di personale. Cosa hanno fatto da marzo?” – chiedono i parlamentari.

Ancor più duro il Conservatore Tobias Ellwood: “Gove è in malafede, perché tutti gli ospedali provvisori sono sottoutilizzati”.

Intanto Johnson, sotto pressione, ha scritto a tutti i Parlamentari, assicurando la fine del sistema dei 3 allarmi per il 3 febbraio, e la revisione delle aree ogni 15 giorni. Il premier ha anche promesso l’analisi sull’impatto economico, sociale e sanitario delle restrizioni, più volte chiesto dai parlamentari ribelli.

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