IL COMMERCIO TRA UE E UK POTREBBE SUBIRE INTERRUZIONI ANCHE CON IL DEAL

Il Governo ha ritardato l’imposizione di ferrei controlli doganali al luglio del 2021, sperando di non creare interruzioni al commercio con l’Europa.

Il commercio tra l’Unione Europea e il Regno Unito potrebbe subire delle interruzioni e delle disfunzioni anche in caso di accordo per la Brexit.

A dirlo il Nation Audit Office britannico, che ha analizzato la situazione delle frontiere.

I sistemi informatici non sono ancora stati testati, e le aree di transito per i Tir non sono state ancora realizzate.

Un forte ritardo in vista del 1° gennaio, quando finirà il periodo di transizione.

Le conclusioni dell’ente parlamentare che controlla la spesa pubblica britannica sono pessimiste per quel che riguarda il commercio, anche in caso di Deal con l’Unione Europea.

Senza infrastrutture infatti, e di fronte alla nuova burocrazia doganale, ci saranno forti ritardi per il passaggio delle merci tra i due soggetti economici, a causa dei controlli di frontiera.

L’ente ha anche accertato che nessun passo è stato fatto per assicurare l’assunzione di un numero sufficiente di agenti doganali.

La situazione potrebbe portare a scarsità di prodotti, in particolare di medicinali, mentre si cercano anche altre fonti di approvvigionamento diverse dalla Comunità Europea.

Particolarmente delicata è la situazione della frontiera tra le due Irlande, e quella delle aziende, a cui non sono stati dati sufficiente tempo e mezzi per prepararsi.

Il presidente del Public Accounts Committee si è dichiarato incredulo della situazione del sistema informatico doganale, con il Governo che può sperare soltanto nella fortuna.

Il Dipartimento dell’Agricoltura nordirlandese chiede chiarezza, ma soprattutto avverte sul ritardo delle infrastrutture, che non saranno pronte per il 1° gennaio, secondo le sue stime.

I commissari stimano che tra il 40 e il 70% dei Tir non saranno pronti per la nuova burocrazia doganale, e molte pratiche dovranno addirittura essere espletate manualmente, senza supporto informatico.

Il Governo ha quindi ritardato l’imposizione di ferrei controlli doganali al luglio del 2021, sperando di non creare interruzioni al commercio con l’Europa. Sono stati anche individuati sette varchi doganali, e spesi più di 700 milioni per le infrastrutture, che sono però in grave ritardo.

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