BREXIT: POSTICIPATI I CONTROLLI SULLE IMPORTAZIONI

Le nuove disposizioni coinvolgono ben 30 posti di frontiera, e sono apparse inevitabili dopo i problemi riscontrati i mesi scorsi.

Come già presagito la settimana scorsa, secondo molte indiscrezioni, il ministro alla Brexit Michael Grove ha posticipato l’introduzione di molti controlli sui prodotti alla frontiera, per evitare delle interruzioni nei traffici commerciali di alcune merci.

Il Governo ha infatti rinviato i pieni controlli sui prodotti animale, che sarebbero dovuti entrare in vigore a partire da aprile. Per altre merci invece, i controlli più rigidi richiesti dai brexiters sarebbe dovuti entrare in vigore a luglio.

Il ministro ha però deciso di posticipare i controlli per i prodotti animali ad ottobre, mentre quelli su altri prodotti addirittura a gennaio del prossimo anno.

Ufficialmente si incolpa la pandemia, per le interruzioni nell’import/export registrate dall’introduzione effettiva della Brexit, il 1° gennaio, ma la il Governo ha visto un crollo sia delle esportazioni che delle importazioni, a causa di una burocrazia troppo complicata.

I problemi si sono registrati soprattutto alla frontiera tra le due Irlande, con le aziende che avevano avvertito l’esecutivo dei problemi causati dalla burocrazia doganale, e dalla mancanza di agenti di supporto alle società di commercio.

In Irlanda del Nord in particolare, gli scaffali dei supermercati si sono spesso svuotati, con le autorità che hanno dovuto avvertire ospedali, scuole e prigioni, della possibile carenza di cibo a causa dei problemi frontalieri.

Questi problemi potrebbero essere ora risolti dal posticipo della procedura da applicare dopo la Brexit, che prevede una pre-notifica dei certificati sanitari per ogni singolo prodotto animale che deve passare la frontiera.

I certificati per i prodotti animali e vegetali vivi vengono invece posticipati a gennaio, così come le ispezioni, le dichiarazioni di sicurezza alimentare.

Le nuove disposizioni coinvolgono ben 30 posti di frontiera, e sono apparse inevitabili dopo i problemi riscontrati i mesi scorsi.

C’è però ancora da risolvere i problemi logistici dell’importazione di animali vivi, mancando, alle frontiere, le fattori adatte per lo stazionamento degli animali in attesa dei controlli, come avverte la National Farmers Union.

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